
Riscoprirsi per caso in un sabato pomeriggio con gli amici di sempre.
Riscoprire me stessa, il mio modo di essere, di fare, di parlare, di sorridere, di scherzare.
E riscoprirlo senza ansie, senza impostazioni, senza impalcature, semplicemente quello che c'è e che esce fuori nel modo più spontaneo possibile.
Essere me stessa e non sentirsi addosso nessuno sguardo che spesso non è d'amore per come sei ma di severità e rimprovero, uno sguardo pesante che ti dice come dovresti essere.
Essere me stessa con gli amici di sempre e ritrovarli in un posto di altri tempi tra la natura e l'arte.
Tra cose genuine e risate genuine, è così che voglio immaginarmi in un domani, con la mia essenza viva e non schiacciata, perchè questo è l'unico modo per stare bene, per sentirsi vivi.
Le persone non sono di nessuno, le persone devono essere libere e nella loro libertà sentirsi vive e scegliere.
Prima di parlare di deviazioni poetiche dovresti imparare a scrivere in italiano. Forse Devianze sarebbe più adatto.
RispondiEliminaCarissimo/a Franci, devianze mentali e poetiche in effetti va benissimo per esprimere quello che ho in testa, ti ringrazio del prezioso suggerimento... Sai, il web è così grande che se leggi qualcosa che lede il tuo intelletto puoi tranquillamente "deviare" con un clik. Nel caso dovessi passare ancora da queste parti attendo con ansia suggerimenti per imparare a scrivere in italiano.
RispondiEliminaCara Helèna, ti do una lezione di vita. Nel momento in cui apri un blog ti esponi, incontestabilmente, al pubblico. Vai in rete? Bene, tutti abbiamo il diritto di leggere, cliccare per vedere altro o commentare, positivamente o negativamente, ciò che scrivi. È la dura legge del web. Se infarcisci il blog con immagini di libri e lo intitoli alla nostra madre poesia, con chiare citazioni letterarie, le aspettative di chi legge sono ben precise. Ma, dopo aver letto, si ricavano alcune impressioni: che tu non sappia minimamente cosa sia la poesia, che tu non sappia scrivere in italiano (hai problemi con la punteggiatura, con le reggenze e i complementi, con le parole e anche, qua e là, con la sintassi), e infine, che è l'impressione peggiore, che tu provi ad abbellire la banalità del tuo sentire. Ma sul contenuto glisso, poichè esso è lo specchio di quello che è la nostra fetida società e della superficialità e dell'infantilismo che, con ogni probabilità, ti contraddistinguono (quando parli di impalcature, di sguardo degli altri, vuol dire che non sai essere te stessa e che vivi del giudizio altrui; quando parli del fatto che non siamo di nessuno e che siamo liberi si tratta di una sciocca conclusione. È chiaro che siamo liberi, ma che non siamo di nessuno è una stronzata che solleva dalla responsabilità, siamo di tutte le persone che ci amano e che amiamo. Altrimenti saremmo mostri. Ma magari sei questo, del resto accogli felicemente l'idea di devianza!). Non credo di essere io a doverti dare consigli. Magari puoi seguire un corso di italiano, sai quelli per stranieri? Ora clicco e vado via, appunto perchè sono libero di fare ciò che voglio. Ma ti prego non offendere più la poesia, unica e fragile àncora di salvezza in un mondo deviato...
RispondiEliminaps La parola clik non esiste: in inglese è click, in italiano clic. Come vedi non ho torto.
grazie mille. seguirò un corso di italiano per stranieri.
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